Tag Archivio per: laser

Femtolaser: cos’è e quali sono i 5 vantaggi del laser a femtosecondi

Femtolaser: cos'è e quali sono i vantaggi del laser a femtosecondi

Il femtolaser, o laser a femtosecondi, rappresenta una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili in chirurgia oculare. Il suo impiego ha segnato un’evoluzione significativa nella precisione e nella sicurezza degli interventi, rendendo possibile un approccio sempre più personalizzato e controllato.

Presso centri d’eccellenza come CAMO, il femtolaser viene utilizzato da chirurghi altamente specializzati per eseguire procedure di altissimo livello, offrendo ai pazienti standard elevati di affidabilità e risultati..

Che cos’è il femtolaser (laser a femtosecondi)

Il femtolaser è un laser ad infrarossi di ultima generazione che emette impulsi estremamente rapidi, della durata di pochi femtosecondi (milionesimi di miliardesimo di secondo). Questa caratteristica consente di lavorare sui tessuti oculari con una precisione micrometrica e senza contatto diretto.

Oggi il laser a femtosecondi trova applicazione in diversi ambiti della chirurgia oftalmica:

  • Chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo)
  • Intervento di cataratta (femtocataratta)
  • Chirurgia corneale, ad esempio nel trattamento del cheratocono con anelli intrastromali

Sebbene il laser sia utilizzato in oculistica già da diversi decenni (come nel caso del laser ad eccimeri), il femtolaser rappresenta un’evoluzione tecnologica distinta, capace di offrire un livello di controllo e precisione superiore.

I 5 vantaggi del femtolaser

L’introduzione del laser a femtosecondi ha migliorato in modo concreto l’esperienza chirurgica, sia per il medico sia per il paziente. Ecco i principali vantaggi:

1. Chirurgia senza lama

Il femtolaser consente di eseguire incisioni senza l’utilizzo del bisturi, riducendo l’invasività della procedura e migliorando la qualità del gesto chirurgico.

2. Massima programmabilità

Prima dell’intervento, il chirurgo può pianificare con estrema precisione ogni dettaglio: forma, profondità e posizione delle incisioni. Questo permette di adattare la procedura alle caratteristiche specifiche di ogni occhio.

3. Controllo e sicurezza elevati

Il sistema è progettato per garantire un alto livello di sicurezza: in caso di movimenti del paziente o necessità cliniche, il laser interrompe immediatamente l’emissione, mantenendo il controllo totale della procedura.

A questo si aggiunge il contributo dell’eye tracker, un sistema avanzato di tracciamento oculare che monitora in tempo reale anche i più piccoli movimenti dell’occhio. Grazie a questa tecnologia, il laser è in grado di seguire automaticamente l’occhio durante tutta la procedura, mantenendo l’allineamento corretto e assicurando che ogni impulso venga erogato esattamente nel punto previsto.

Il risultato è un ulteriore incremento della precisione, della sicurezza e della prevedibilità dell’intervento, anche in presenza di micro-movimenti involontari del paziente.

4. Precisione micrometrica

Il femtolaser offre una precisione e un’uniformità delle incisioni senza precedenti, migliorando la ripetibilità e l’accuratezza del trattamento rispetto alle tecniche tradizionali.

5. Maggiore igiene e minore rischio di complicanze

Essendo una tecnologia senza contatto diretto, il femtolaser riduce il rischio di contaminazione e contribuisce a diminuire le complicanze intra e post-operatorie, favorendo un decorso più tranquillo.

Quando si utilizza il femtolaser

L’utilizzo del laser a femtosecondi consente di elevare ulteriormente la qualità di alcune tra le procedure più diffuse in oculistica. In particolare:

  • Intervento di cataratta con femtolaser (femtocataratta): maggiore precisione nelle fasi iniziali dell’intervento
  • Correzione dei difetti visivi con Femto-LASIK: creazione del flap corneale più accurata e prevedibile

Una tecnologia che migliora l’esperienza del paziente

L’impiego del femtolaser rappresenta un passo avanti verso una chirurgia oculare sempre più sicura, precisa e personalizzata. Per il paziente significa affrontare l’intervento con maggiore serenità, sapendo di poter contare su tecnologie evolute e su un controllo estremamente accurato di ogni fase della procedura.

Vuoi saperne di più?

Cliccando su SI acconsento al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Oppure contattaci al numero 02 6361 191 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.

Cataratta: intervista al Dott. Matteo Cereda su Radio Lombardia

In questa intervista per Radio Lombardia il Dott. Matteo Cereda, chirurgo oftalmico di CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico, risponde alle domande più frequenti sulla cataratta: cos’è, come si manifesta, quando intervenire e quali sono oggi le soluzioni più avanzate.

Parliamo di occhi col dottor Matteo Cereda, specialista in chirurgia della retina, della cataratta e della chirurgia refrattiva di CAMO, il Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano. Benvenuto.

Buongiorno a tutti. Grazie mille, Sara, grazie l’invito.

Parliamo di cataratta. Prima Emilio Bianchi ha detto “Anche io l’ho fatta” quindi chissà, anche molte ascoltatrici e ascoltatori l’avranno fatta. Che cos’è la cataratta?

Oggi parliamo di chirurgia refrattiva, in particolare del post-operatorio e dei risultati dopo l’intervento.
Vuole ricordare brevemente che cos’è la chirurgia refrattiva e come si svolge l’intervento? È doloroso oppure è un intervento che si può affrontare a cuor leggero?

La cataratta è il modo in cui il nostro cristallino, che è la lente naturale che abbiamo all’interno dell’occhio, cambia nel tempo. Pensiamola così: quando nasciamo abbiamo questa lente interna all’occhio perfettamente trasparente, ma man mano che passa il tempo diventa sempre più scura.

Diciamo che l’evoluzione ha pensato di proteggerci progressivamente nel tempo, impedendo un po’ ai raggi luminosi che provengono dal sole di entrare dentro l’occhio e brucare la retina, e ad un certo punto diventa tanto scura da impedire alle persone di vedere bene.

Matteo Cereda - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

La cataratta avviene solo con l’invecchiamento? Quali sono i sintomi più comuni che ci dovrebbero allarmare?

Non proprio solo con l’invecchiamento. Diciamo che è più comune man mano che il tempo avanza, ma può capitare anche da giovani. Il paziente se ne accorge perché inizia a vedere sfocato e degli aloni intorno alle luci: inizia a vedere in maniera diversa e meno nitida rispetto a come era abituato.

Ci sono fattori di rischio o cattive abitudini che possono accelerare la comparsa della cataratta?

Fondamentalmente è fisiologica, siamo tutti predisposti.

Ogni tanto si sente dire “Ho fatto una visita, mi hanno detto di aspettare a intervenire perché la cataratta deve maturare”. Leggenda metropolitana o è così?

No. Questa idea arriva dal passato. Il cristallino diventa abbastanza opaco da rendere per quella persona difficoltoso vedere. Ci sono persone estremamente sensibili che con una minima opacizzazione del cristallino non ce la fanno più e hanno bisogno di una vista più nitida, così come persone più tolleranti che aspettano di più.

La chirurgia è l’unica soluzione alla cataratta? Quali sono le novità?

Sì, la chirurgia è l’unica soluzione alla cataratta. La chirurgia della cataratta è stata talmente raffinata nel tempo da diventare estremamente ripetibile e quindi da ridurre i rischi al minimo.

In chirurgia generale non esiste altra chirurgia con così pochi rischi. Non sono mai pari a zero, ma sono estremamente ridotti.

Le novità sono sostanzialmente le lentine (cristallini artificiali) che possiamo utilizzare al posto della lente naturale nell’occhio. Estraiamo la lente opaca e inseriamo una lente artificiale che è fatta apposta per l’occhio di quel singolo paziente: attualmente possiamo correggere la visione nella sua interezza, quindi cercando di ridare al paziente un’ottima visione dal lontano e la migliore visione da vicino possibile senza la necessità degli occhiali.

Un po’ abbiamo il timore quando si parla di intervento chirurgico. Quanto dura l’intervento e com’è il recupero? Si torna a vedere bene subito?

L’intervento è estremamente rapido. Si usa un’anestesia in gocce, quindi estremamente poco invasiva. Il paziente è sdraiato e in un quarto d’ora l’intervento è finito. E’ completamente indolore ed il paziente ha un recupero molto rapido. Il 90% dei pazienti già il giorno dopo ha una buona autonomia visiva: non hanno ancora la vista perfetta, ma riescono a fare più o meno tutto quello che potevano fare prima. Con i giorni migliora, fino alla massima prestazione possibile.

A coloro che dicono “Magari dopo l’estate, o dopo natale” che cosa direbbe per rassicurarli?

Beh, la visita oculista dopo i 50 anni dovrebbe diventare una routine almeno annuale, giusto perché l’occhio può dare una serie di problemi che è molto meglio prevenire che curare. Per quanto riguarda i sintomi della cataratta, se una persona inizia ad accorgersi di non vedere nitidamente, sicuramente la visita oculistica è ciò che deve fare per capire sia cataratta, e in quel caso decidere il momento per intervenire.

Grazie a Matteo Cereda per tutte le informazioni che ci ha dato e per averci raccontato le novità, sicuramente rassicuranti!

Grazie a voi!

Vuoi saperne di più?

Cliccando su SI acconsento al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Oppure contattaci al numero 02 6361 191 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.

Togliere gli occhiali: una panoramica degli interventi possibili

Togliere gli occhiali potrebbe sembrare un sogno impossibile da realizzare per vari motivi: perché si teme la chirurgia, per i costi da affrontare, o semplicemente perché si pensa che il proprio problema visivo non abbia soluzione. Al contrario, basta informarsi un po’ per scoprire quanto sia vasto e straordinariamente risolutivo il panorama della chirurgia refrattiva. E allora scopriamo insieme quali sono le opzioni disponibili.

Cosa si intende per chirurgia refrattiva

Con il termine di chirurgia refrattiva si intende una gamma di interventi per correggere in modo permanente i difetti visivi. I difetti visivi sono la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia. Oggi si annovera tra questi difetti anche la presbiopia. Questi interventi si eseguono con modalità e techiche differenti. Quel che è interessante è che – salvo rarissime eccezioni – non c’è difetto visivo che non possa trovare soluzione permanente e soddisfacente.

Sì, ma quanto mi costerà togliere gli occhiali?

Nel momento in cui si prende in considerazione l’idea di intraprendere un percorso in direzione della chirurgia refrattiva, gli aspetti da valutare sono innumerevoli. Anche quelli che riguardano il budget familiare hanno giustamente il loro peso. Si consideri – tuttavia – che il denaro speso nell’arco di tutta una vita in lenti e montature, è generalmente maggiore di quello investito in un buon intervento di chirurgia refrattiva.

Le opzioni disponibili

Vediamo ora quali sono le opzioni disponibili per chi desidera togliere gli occhiali e tornare a vedere come prima (se non ancora meglio).

Interventi laser sulla cornea

Esiste una gamma di interventi eseguiti sulla porzione anteriore dell’occhio, la cornea. I protagonisti sono i moderni strumenti laser, che nelle mani di specialisti esperti, possono regalare risultati decisamente eccellenti. Le tecniche più note sono la PRK e la FemtoLASIK. Quest’ultima, in particolare, consente di recuperare la capacità visiva perduta in pochi minuti senza bendaggi e senza punti di sutura, e di ritornare alle proprie attività quotidiane nell’arco di qualche giorno appena.

Per chi è indicata: per miopia, ipermetropia e astigmatismo anche in combinazione tra di loro, di entità lieve o media. Chi soffre di presbiopia può ugualmente accedere ad un intervento correttivo eseguito sulla cornea, molto simile alla LASIK. Riuscirà ugualmente a togliere gli occhiali.

Lenti fachiche

Le lenti fachiche sono la scelta d’elezione di chi non può sottoporsi all’intervento laser. Si impiantano subito dietro l’iride, con un intervento di breve durata e minimamente invasivo. Offrono il vantaggio di correggere anche i difetti di entità importante, di offrire una protezione anche dai raggi UV e di essere – in caso di necessità – removibili.

Per chi sono indicate: per chi soffre di difetti visivi importanti (come una miopia molto elevata, per esempio) o per chi non presenta una cornea sufficientemente spessa o omogenea per sottoporsi ad un intervento laser.

Cristallini artificiali

La terza opzione per chi desidera togliere gli occhiali è data dai cristallini artificiali o lenti intraoculari. Queste lenti si impiantano al posto del cristallino naturale quando questo è in via di opacizzazione o anche prima, prevenendo così l’insorgenza della cataratta. E’ di breve durata e consente di scegliere la lente intraoculare che maggiormente si addice alle proprie esigenze visive, ma anche di vita quotidiana (abitudini, hobby…)

Per chi sono indicati: per chi soffre di difetti visivi di entità media o importante, anche in combinazione tra di loro, e per chi è già in età adulta o matura. Come detto, consentono – al contempo – di prevenire o eliminare l’opacizzazione del cristallino.

Altre opzioni e considerazioni utili per chi desidera togliere gli occhiali

Talvolta è possibile anche sottoporsi ad una combinazione di due tipologie di interventi (intervento laser + sostituzione del cristallino), oppure correggere i due occhi in modo differente l’uno dall’altro (sfruttando il concetto di occhio dominante, secondo il concetto della monovisione). Il panorama delle opzioni disponibili è ampio ed articolato e sta allo specialista individuare, proporre e consigliare la soluzione più mirata e risolutiva per le esigenze specifiche di ciascun paziente. Per questo motivo, il primo passo da compiere è proprio quello di sottoporsi ad una visita specialistica oculistica.

Vuoi saperne di più?

Cliccando su SI acconsento al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Oppure contattaci al numero 02 6361 191 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.

Cataratta e benessere emotivo nella terza età

La cataratta è una malattia degli occhi molto comune, soprattutto con l’avanzare dell’età. Si manifesta con un progressivo annebbiamento della vista che, se non curato, può portare anche a una grave perdita della capacità visiva.

Oggi la ricerca scientifica sta scoprendo sempre di più come la cataratta non influisca solo sulla vista, ma anche sul benessere emotivo e cognitivo delle persone anziane.

Cataratta: una delle prime cause di cecità al mondo

La cataratta è ancora oggi una delle prime cause di cecità e ipovisione nel mondo, insieme ad altre malattie oculari come il glaucoma, la maculopatia e la retinopatia diabetica.

Quando non viene diagnosticata e curata in tempo, la cataratta non solo peggiora la vista, ma può anche provocare una serie di difficoltà motorie, emotive e cognitive.

Il legame tra cataratta e difficoltà cognitive o emotive

Il paziente anziano è più fragile

Alcuni ricercatori hanno già indagato il tema del legame tra cataratta e disturbi della sfera cognitiva ed emotiva.

Le persone anziane sono più vulnerabili: un problema di salute può facilmente innescarne altri. Una cataratta non trattata può quindi avere conseguenze che vanno ben oltre la vista.

Ecco le più comuni:

  • Incertezza nei movimenti e rischio di cadute, che possono causare fratture, soprattutto nelle donne in post-menopausa soggette a osteoporosi.
  • Senso di sconforto o tristezza, dovuto alla difficoltà nel compiere attività quotidiane e alla perdita di autonomia. Questo può portare, nel tempo, anche a stati depressivi.
  • Peggioramento della memoria e delle funzioni cognitive, con un rischio maggiore di demenza senile o Alzheimer.

Cosa dice oggi la scienza

Numerosi studi confermano che la cura tempestiva della cataratta non solo migliora la vista, ma contribuisce a preservare la salute mentale e il benessere emotivo.

Alcuni punti ormai certi:

  • L’unica cura efficace per la cataratta è l’intervento chirurgico.
  • La chirurgia della cataratta è sicura, con pochissime controindicazioni.
  • Le complicanze sono rare, mentre i rischi di non curarla sono molto più alti.
  • Intervenire presto significa bloccare la catena di problemi fisici ed emotivi che la malattia può causare.

La ricerca continua inoltre a studiare le migliori tecniche chirurgiche per i pazienti anziani, come l’intervento bilaterale e la scelta delle lenti intraoculari più adatte a ogni caso.

Fonte: Frontiersin.org

Curare la cataratta: perché è importante non tardare

Curare la cataratta migliora la qualità della vita: riduce il rischio di incidenti domestici e cadute, aiuta a mantenere una mente più lucida e favorisce un umore positivo.

Un paziente che torna a vedere bene è più indipendente, più sereno e tende a mantenersi più attivo, sia fisicamente che mentalmente.

Oggi l’intervento di cataratta è una procedura di routine, rapida e indolore. Nei centri d’eccellenza come il Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO), esiste anche una versione “gentile” dell’intervento, eseguita con laser di ultima generazione, senza l’uso di strumenti taglienti

In sintesi: curare la cataratta significa proteggere la vista, la mente e il benessere emotivo nella terza età. Un piccolo intervento può davvero fare una grande differenza nella qualità della vita.

Vuoi saperne di più?

Cliccando su SI acconsento al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Oppure contattaci al numero 02 6361 191 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.

Correzione laser dell’astigmatismo

Laser Astigmatismo - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

L’astigmatismo è il difetto visivo che porta a vedere in modo impreciso a tutte le distanze. Oggi con uno intervento laser è possibile riportare la cornea ad una curvatura più sferica e ripristinare una capacità visiva ottimale a tutte le distanze. Il tutto in pochi minuti ed in maniera del tutto indolore. Scopriamo insieme come.

Due parole sull’astigmatismo

Come accennato in apertura, l’astigmatismo è quel difetto visivo che porta a vedere male un po’ a tutte le distanze. Questo è dovuto al fatto che la cornea non sempre ha una forma perfettamente sferica, ma può capitare che sia leggermente ovoidale. Di conseguenza, i raggi luminosi che penetrano nell’occhio non vanno a colpire in modo uniforme e preciso la retina, causando più difficoltà visive sul piano della messa a fuoco delle immagini a distanze differenti.

Quanto descritto si traduce, lato pratico, in una difficoltà visiva generalizzata e in un affaticamento visivo protratto nel tempo e più marcato specie nelle ore serali, quando sono maggiori i fenomeni di abbagliamento e visione di aloni in corrispondenza delle fonti luminose. Si consideri, inoltre, che l’astigmatismo può anche essere associato ad altri difetti visivi, come la miopia e l’ipermetropia.

Se non opportunamente corretto, l’astigmatismo può portare ad un affaticamento visivo correlato in particolar modo allo svolgimento di attività che prevedono uno sforzo costante e protratto nel tempo, come guidare, lavorare al computer, leggere. Oltre alla difficoltà nella messa a fuoco delle immagini, si manifestano anche altri sintomi, come cefalea, bruciore oculare, dolore oculare, iperlacrimazione.

Chi è astigmatico, peraltro, non può fare a meno degli occhiali ed è costretto ad indossarli tutto il giorno. Un disagio non da poco, che può pregiudicare il sereno svolgimento della vita quotidiana su più fronti.

Come si corregge l’astigmatismo con il laser

La moderna chirurgia oftalmica consente di correggere l’astigmatismo di entità lieve, media o anche elevata con una gamma di tecniche altamente risolutive, durevoli nel tempo e indolori. Tra queste figura la correzione laser, eseguita proprio sulla cornea.

L’intervento laser per la correzione dell’astigmatismo si esegue con strumentazioni laser di ultima generazione.

Correzione con tecnica FemtoLASIK

Per quanto riguarda la correzione dell’astigmatismo con il laser, la tecnica più interessante è la FemtoLASIK e vede come protagonista il laser ad eccimeri in abbinamento al laser a femtosecondi.

  • Il laser ad eccimeri lavora per ablazione: plasma la cornea ripristinando una curvatura ottimale e correggendo il difetto visivo.
  • Il femtolaser si sostituisce al bisturi e ad altri strumenti taglienti eseguendo una serie di passaggi chirurgici in modo gentile e di gran lunga meno traumatico per i tessuti oculari.

Perchè il laser a Femtosecondi rappresenta oggi l’avanguardia in oftalmologia

Grazie al laser a femtosecondi l’intervento fa un vero e proprio salto di qualità:

  • precisione nell’esecuzione
  • meno traumi per i tessuti oculari
  • maggiore programmabilità
  • recupero visivo post operatorio più rapido e indolore

sono solo alcuni degli indubbi e comprovati vantaggi che questo strumento apporta all’intervento.

Oggi l’intervento di correzione dell’astigmatismo nella formula FemtoLASIK è eseguito quotidianamente da una équipe medica altamente specializzata presso il Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano. Uno staff di specialisti preparati e competenti nell’ambito della chirurgia oftalmica così come nell’uso di questi sofisticati strumenti di ultima generazione.

Vuoi saperne di più?

Cliccando su SI acconsento al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Oppure contattaci al numero 02 6361 191 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.

Correzione dei difetti visivi: intervento e post operatorio

Laura Sacchi, chirurgo oculista del Centro Ambrosiano Oftalmico, intervistata da Monica Stefinlogo per Radio Lombardia racconta come funzionano gli interventi di correzione dei difetti visivi e come vivere la fase del post operatorio in serenità.

A Mattino Lombardia parliamo di un tema molto importante, e lo facciamo subito con la dottoressa Laura Sacchi, medico chirurgo oculista presso CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico.
Dottoressa Sacchi, buongiorno! Benvenuta a Mattino Lombardia.

Buongiorno a voi e grazie del cortese invito.

Oggi parliamo di chirurgia refrattiva, in particolare del post-operatorio e dei risultati dopo l’intervento.
Vuole ricordare brevemente che cos’è la chirurgia refrattiva e come si svolge l’intervento? È doloroso oppure è un intervento che si può affrontare a cuor leggero?

Certamente. La chirurgia refrattiva comprende tutte le tecnologie che abbiamo a disposizione per correggere i difetti refrattivi di una persona. Per difetti refrattivi intendiamo miopia, astigmatismo e ipermetropia.
Esistono diverse tecniche chirurgiche che consentono al paziente di togliere definitivamente gli occhiali. Principalmente, per la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia utilizziamo tecnologie laser.
Le tecniche più comuni sono due: la PRK e la LASIK, utilizzando termini scientifici.
Abbiamo anche la possibilità di inserire una lente artificiale all’interno dell’occhio, molto simile alla lente a contatto, per correggere il difetto visivo in modo definitivo.

La scelta della tecnica dipende dal difetto refrattivo di partenza del paziente: non tutti i difetti si possono correggere con il laser e non tutti si possono correggere con la lente.

Laura Sacchi - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Come si svolge l’intervento e quanto tempo si resta in clinica?

L’intervento è molto rapido, soprattutto rispetto ai tempi chirurgici a cui siamo abituati. La permanenza del paziente in sala operatoria dura circa un quarto d’ora.

Nel caso del laser, il paziente viene preparato e trattato prima in un occhio e subito dopo nell’altro.
Una volta terminato l’intervento, viene accompagnato in una stanza dedicata e, dopo circa mezz’ora, viene effettuato il controllo post-operatorio e il paziente può essere dimesso.

Quindi è velocissimo!

Sì, è velocissimo.

Ed è doloroso o indolore?

Fortunatamente oggi, nel 2025, abbiamo ottimi anestetici locali! Utilizziamo un collirio anestetico che elimina completamente il dolore.

Una piccola precisazione: nel caso dell’intervento con impianto della lente, i due occhi non vengono operati contemporaneamente. Si opera un occhio in un giorno e l’altro occhio il giorno successivo.
Anche in questo caso la permanenza in sala operatoria è di circa un quarto d’ora, con mezz’ora di osservazione post-operatoria prima della dimissione.

Quali sono i tempi di recupero visivo? E ci possono essere complicazioni? Quali sono le più comuni?

I tempi di recupero visivo sono molto rapidi.
Dopo un intervento laser, già dal giorno successivo – massimo entro 24-48 ore – il paziente può riprendere tutte le attività quotidiane che svolgeva prima. Anche nel caso della lente, la qualità visiva migliora già il giorno dopo l’intervento.

Noi consideriamo concluso il decorso post-operatorio in un periodo di circa 3-4 settimane.
Durante questo periodo, il paziente torna a leggere, scrivere, andare in ufficio, utilizzare il computer e guidare senza alcun problema.

L’unica precauzione che chiediamo è quella di prendersi qualche giorno di tranquillità, diciamo 4-5 giorni, per affrontare con calma le attività quotidiane e concedersi qualche pausa. Questo è particolarmente importante perché oggi abbiamo ritmi di vita molto frenetici.

Ecco, proprio questo volevo chiederle: c’è qualcosa che non si può fare nei giorni successivi all’intervento?

Sì, principalmente chiediamo solo di “stare un po’ tranquillini”, come dice lei.
Riprendere la vita normale, ma con un po’ di attenzione e con la consapevolezza di prendersi qualche giorno di calma.

Il difetto visivo può tornare nel tempo oppure no?

Se è stata eseguita una buona visita pre-chirurgica, con uno studio approfondito e chiaro delle caratteristiche dell’occhio, il difetto visivo corretto è stabile per tutta la vita.
A meno che non ci siano condizioni patologiche, come una miopia molto elevata, la correzione dura nel tempo.
Ovviamente, con l’avanzare dell’età possono comparire altri problemi fisiologici, come la cataratta, ma il difetto corretto con la chirurgia refrattiva rimane risolto.

Quando arriva la cataratta, in un paziente che ha già fatto un intervento di chirurgia refrattiva, come si procede?

L’intervento di cataratta è lo stesso per tutti, anche per chi si è già sottoposto a chirurgia refrattiva.
Oggi abbiamo software molto avanzati che ci permettono di calcolare in modo preciso la lente da impiantare al posto della cataratta, anche in chi ha già fatto un intervento laser.

Nel caso dei pazienti che hanno avuto un impianto di lente intraoculare (IOL fachica) prima della cataratta, c’è solo un tempo chirurgico in più: bisogna rimuovere la lente e poi procedere subito con l’intervento di cataratta nella stessa seduta.

Comunque mi sembra tutto molto veloce lo stesso.
Io la ringrazio tantissimo, dottoressa Laura.

Grazie a voi per l’invito!

Vuoi saperne di più?

Cliccando su SI acconsento al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Oppure contattaci al numero 02 6361 191 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.

Chirurgia refrattiva: sei un buon candidato?

Sergio Belloni, chirurgo oculista del Centro Ambrosiano Oftalmico, spiega a Radio Lombardia in cosa consiste la chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti visivi.

Buongiorno dottor Belloni. Parliamo di chirurgia refrattiva: dobbiamo capire bene di cosa si tratta e se siamo dei buoni candidati. Intanto, spieghiamo bene che cos’è e quali difetti visivi può correggere.

La chirurgia refrattiva è quella che permette di risolvere i nostri problemi della vista, cioè i cosiddetti problemi refrattivi, essenzialmente togliendo l’occhiale. I difetti più comuni sono miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
Pensate che in Italia circa 20 milioni di persone sono affette da uno di questi difetti di refrazione.

Nella maggior parte dei casi, questi difetti sono ben correggibili con una protesi esterna, cioè con un paio di occhiali o di lenti a contatto. Tuttavia, in parecchi casi, il difetto può condizionare la vita lavorativa, professionale, sportiva, affettiva e sociale, al punto da richiedere soluzioni più complete e definitive.
Ecco che la chirurgia refrattiva consente al paziente di togliere gli occhiali e liberarsi dalla “schiavitù” degli occhiali o delle lenti a contatto.

…E io ne so qualcosa! Dott. Belloni, quali sono però i criteri per cui una persona non è un buon candidato?

Innanzitutto, l’idoneità all’intervento deve essere accertata da un medico oculista esperto in chirurgia refrattiva, dopo un’accurata visita oculistica che comprenda tutti gli esami necessari per una completa valutazione dell’occhio.

L’intervento è consigliato a chi è affetto, ad esempio, da miopia o astigmatismo lieve, medio o forte e non tollera o non vuole portare occhiali o lenti a contatto, e necessita di una buona visione per ragioni lavorative, sociali, affettive, sportive o per la vita quotidiana in generale.

L’intervento è consigliato anche quando il difetto interessa un solo occhio, mentre l’altro è normale, oppure quando c’è una significativa differenza tra i difetti dei due occhi: in questi casi l’operazione è utile per eliminare o ridurre lo scompenso visivo causato dalla differenza.

La correzione laser è fortemente consigliata anche quando le lenti a contatto non sono più tollerate o quando cominciano a dare fastidio.

Tenga presente che anche chi si approccia a questo tipo di chirurgia può avere necessità particolari, per esempio chi lavora in ambienti polverosi dove non può utilizzare occhiali o lenti a contatto, o chi opera in ambienti con vapori chimici.
Oppure ci sono persone che non possono partecipare ai concorsi pubblici per motivi visivi, ad esempio nei bandi per polizia, guardia forestale, accademia navale… poi ci sono anche ragioni sportive: immaginate un giocatore di basket o uno sciatore con gli occhiali.

Ci sono anche motivi estetici: modelli, modelle, musicisti, cantanti, persone dello spettacolo…
E poi ovviamente ci sono le persone con intolleranza alle lenti a contatto, magari per scarsità di lacrime o per fastidio meccanico dovuto a lenti spesse e occhiali pesanti.

Non dimentichiamo poi le ragioni psicologiche: quando l’occhiale o la lente a contatto è vissuto come un handicap, la chirurgia refrattiva può essere molto utile. Ad esempio, quando l’occhiale causa introversione o insicurezza.

Sergio Belloni - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Quanto è importante la stabilità della prescrizione visiva prima dell’intervento? Come ci si prepara e quali sono gli esami da fare?

La stabilità del difetto visivo è fondamentale. Io devo operare quando sono sicuro che il difetto sia stabile. Se non è stabile, rischio di fare un intervento e poi l’occhio potrebbe peggiorare, ripresentando la miopia.

Ad esempio, una miopia che progredisce negli anni non può essere operata se non è stabile. Nei giovani bisogna aspettare che raggiungano la maturità fisica, l’età giusta, affinché il difetto sia stabile e l’intervento possa essere eseguito con tranquillità.

Fino a che età ci si può operare?

In realtà non ci sono limiti di età: ogni età ha la sua chirurgia. Nei giovani prevale la chirurgia refrattiva fatta con il laser per miopie lievi o medie. Se la miopia è più forte, si possono eseguire altri interventi, come l’inserimento di una lente speciale all’interno dell’occhio, che corregge anche miopie elevate.

Gli interventi principali sono quattro o cinque. Abbiamo la PRK e la LASIK, che sono interventi con chirurgia laser.
La PRK sfrutta il laser ad eccimeri, una luce ultravioletta che scolpisce la superficie della cornea fino a una certa profondità ed estensione per appiattirla e correggere la miopia. È una tecnica semplice, rapida, eseguibile in ambulatorio con anestesia topica, cioè con gocce.

L’altro intervento, il più utilizzato oggi, è la LASIK. Si esegue il trattamento laser all’interno della cornea, non più sulla superficie come nella PRK. L’incisione è lamellare, fatta con il laser a femtosecondi.
Anche questa operazione viene eseguita in anestesia topica, in ambulatorio, è completamente indolore e permette di riprendere l’attività lavorativa già dal giorno successivo.

E quanto tempo prima bisogna togliere le lenti a contatto?

È molto importante toglierle per tempo. La chirurgia refrattiva si esegue essenzialmente sulla superficie della cornea, che è una struttura morbida. Chi porta le lenti a contatto per molte ore al giorno altera la conformazione della cornea e questo modifica i parametri che io devo misurare per fare una chirurgia precisa.
Quindi, le lenti a contatto vanno tolte almeno 3-4 settimane prima dell’intervento per garantire un lavoro accurato.

Vuoi saperne di più?

Cliccando su SI acconsento al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Oppure contattaci al numero 02 6361 191 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.

Perché scegliere di sottoporsi ad un intervento di chirurgia refrattiva

La scienza medica si sforza di progredire in ogni ambito per offrire alle persone soluzioni e trattamenti per migliorane salute, benessere e qualità di vita. E allora, se già questo non è un ottimo motivo per avvicinarsi al mondo della chirurgia refrattiva, conosciamone di seguito altri.

I risultati della chirurgia refrattiva sono durevoli nel tempo

La chirurgia refrattiva può correggere i difetti visivi in modo permanente.

E’ un ottimo investimento

Gli occhiali da vista e le lenti a contatto sono investimenti continuativi e periodici. Cambiare tipologia di lenti in funzione della progressione del difetto visivo, o acquistare periodicamente nuove montature per stare al passo con le tendenze del momento, implica il dover metter mano di frequente al portafogli. Al contrario, e alla luce di quanto già affermato nel paragrafo precedente, l’intervento è un investimento vantaggioso. Infine, si consideri che anche le migliori cliniche d’eccellenza, come il Centro Ambrosiano Oftalmico, sono convenzionate con fondi e assicurazioni sanitarie.

La chirurgia refrattiva corregge difetti visivi di qualunque entità

Si tende spesso a pensare che per poche diottrie non valga la pena di correggere il difetto visivo tramite la chirurgia. O che, al contrario, per difetti visivi molto gravi, come una miopia elevata, non vi sia nulla da fare. Molto spesso non si prende in considerazione l’idea di sottoporsi ad un determinato intervento solo perché non se ne conoscono le potenzialità e, in generale, per scarsa informazione. Le tecniche di chirurgia refrattiva sono alla portata di qualunque tipologia di difetto visivo, dal più lieve sino al più marcato.

Le techiche di chirurgia refrattiva sono tutte sicure per l’occhio

Un’altra ragione per la quale spesso si decide di soprassedere rispetto all’idea di avvicinarsi alla refrattiva, è la paura. Paura e diffidenza nei confronti della medicina, della chirurgia e, di nuovo, verso ciò che in fondo non si conosce. Una visita oculistica specialistica approfondita presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è anche occasione per prendersi tutto il tempo necessario per dialogare con i nostri chirurghi esperti e per rivolgere loro tutte le domande che si desidera. In generale, ad ogni modo, conviene sapere che tutte le tecniche per la correzione dei difetti visivi sono sicure, praticabili senza timore e pressoché prive di rischi e controindicazioni, salvo rari casi.

Vuoi saperne di più?

Cliccando su SI acconsento al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Oppure contattaci al numero 02 6361 191 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.

Chirurgia refrattiva con o senza laser, tutte le soluzioni

chirurgia refrattiva - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il panorama della chirurgia refrattiva è talmente vasto che si corre il rischio di fare confusione e di non sapere quale possa essere la tecnica più idonea per le proprie esigenze. Diamo dunque qualche indicazione di massima suddividendo l’argomento in due macro categorie: la chirurgia refrattiva con laser, e la chirurgia refrattiva senza laser. Fermo restando che il parere medico ricevuto durante la visita oculistica specialistica è l’unica indicazione corretta relativamente alla tecnica eligibile per ciascuna casistica individuale.

Chirurgia refrattiva con laser

Le tecniche di correzione dei difetti visivi con gli strumenti laser sono diverse ed hanno come protagonisti differenti tipologie di laser. Per semplificare, conviene sapere che le due tecniche oggi maggiormente in uso prendono il nome di PRK e LASIK. Conosciamole meglio.

Chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri: la fotocheratectomia refrattiva o PRK

Una delle tecniche maggiormente utilizzate per la correzione permanente dei difetti visivi prende il nome di PRK. Il protagonista è un laser che lavora per ablazione: il laser ad eccimeri. Dopo aver rimosso l’epitelio corneale, il chirurgo si avvale del laser ad eccimeri per rimodellare la cornea e correggerne la curvatura in accordo con le esigenze visive specifiche del paziente.

Per il recupero post operatorio è necessario qualche giorno di pazienza. Tuttavia questa tecnica, in uso ormai da diversi anni, consente di correggere efficacemente tutti i difetti visivi purché stabili e di entità lieve o media.

Correzione dei difetti visivi con tecnica LASIK

La tecnica LASIK consente di ottenere il medesimo risultato di correzione dei difetti visivi lievi o medi, ma in modo leggermente differente. Anziché rimuovere l’epitelio corneale, questo viene sollevato tramite l’apertura di una sorta di finestrella (flap). Si procede poi al rimodellamento corneale sempre con l’ausilio del laser ad eccimeri. Al termine di questa fase, la finestrella è riposizionata nella sua sede.

Intervento laser occhi con tecnica FemtoLASIK

Una terza tecnica per la correzione permanente dei difetti visivi da lievi a medi prende il nome di FemtoLASIK ed è una sorta di upgrade della precedente. Per l’esecuzione dell’intervento – che avviene come sempre esclusivamente sulla cornea – entra in gioco un secondo strumento laser: il laser a femtosecondi. Si tratta di un laser di ultima generazione, altamente preciso, performante e capace di apportare innumerevoli vantaggi all’intera procedura ed al benessere oculare del paziente.

Nella FemtoLASIK la finestrella o flap è aperta non più da strumenti taglienti o meccanici, ma dall’azione del laser a femtosecondi. Che, di fatto, si sostituisce a un bisturi. Il suo movimento sulla cornea, la forma e lo spessore del flap sono tutti elementi programmabili a monte dell’intervento. La sua azione è particolarmente gentile: molto meno stressante per le strutture oculari rispetto alle tecniche tradizionali. Di conseguenza, anche il recupero post operatorio è più veloce e privo di fastidi.

Il laser a femtosecondi è disponibile in poche strutture sanitarie d’eccellenza sul territorio. Si tenga presente che questi strumenti altamente sofisticati devono sempre essere gestiti ed utilizzati da chirurghi di ampia e comprovata esperienza. Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è possibile sottoporsi alla correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK con la certezza di ricevere il trattamento da chirurghi altamente preparati e competenti.

Chirurgia refrattiva senza laser

La chirurgia refrattiva senza laser si applica a 3 macrocategorie di pazienti:

  • i non idonei alle tecniche laser eseguite sulla cornea: perché la cornea è troppo sottile, disomogenea o altro…
  • chi presenti difetti visivi elevati
  • coloro i quali sono in età adulta o matura e sono affetti da cataratta

Scopriamo di seguito le tecniche di correzione dei difetti visivi per questo tipo di esigenze.

Correzione dei difetti visivi con lenti fachiche ICL

Le lenti fachiche sono minuscole lentine, morbidissime, biocompatibili e invisibili, perfette per correggere i difetti visivi di qualunque entità (anche elevata), senza dover intervenire sulla cornea. Si impiantano tramite un breve intervento mini invasivo subito dietro l’iride. Possono essere dotate del potere diottrico necessario al paziente e sono removibili in qualunque momento. Sono, infine, dotate di filtro UV.

Intervento di sostituzione del cristallino con impianto di lenti intraoculari

L’intervento di sostituzione del cristallino con una lente intraoculare è l’ultimo esempio che portiamo per quanto riguarda la chirurgia refrattiva senza laser. E’ l’ideale per chi soffre di difetti visivi di qualunque entità, anche in combinazione tra di loro. Consente di prevenire l’insorgenza della cataratta nel paziente già in età adulta o matura, o di eliminarla qualora questa si sia già presentata.

Il panorama delle lenti intraoculari oggi è molto vasto: nel complesso, si tratta di lenti moderne, realizzate in materiali altamente biocompatibili e destinate a durare per tutta la vita del paziente. Altamente risolutive, consentono di correggere difetti visivi anche molto diversi tra di loro. Menzioniamo in particolare le lenti EDOF (acronimo di Extended Depth of Focus), pensate per restituire un grande senso di libertà e di indipendenza dagli occhiali, con un ripristino di una capacità visiva ottimale dai 40 cm di distanza sino all’infinito.

Vuoi saperne di più?

Cliccando su SI acconsento al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Oppure contattaci al numero 02 6361 191 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.

L

Laser per miopia: quando si è idonei?

laser per miopia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’idea di sottoporsi all’intervento laser per la correzione della miopia è piuttosto comune in chi è stanco di essere vincolato all’uso costante e quotidiano di occhiali o lenti a contatto. E nonostante l’intervento sia davvero molto interessante e risolutivo per una vasta gamma di esigenze, non sempre è possibile eseguirlo. Una visita oculistica completa per stabilire e confermare l’idoneità all’intervento è sempre il punto di partenza imprescindibile. Ma facciamo un passo indietro, e diamo qualche indicazione di massima in merito all’idoneità o meno alla chirurgia refrattiva con soli strumenti laser.

Come si stabilisce l’idoneità all’intervento laser per miopia

Per avere l’idoneità alla chirurgia laser è necessario:

  • avere un difetto visivo di entità da lieve a media
  • avere una cornea con curvatura regolare e spessore adeguato (per verificare le caratteristiche della cornea si eseguono degli esami specifici chiamati topografia corneale e pachimetria)
  • non essere affetti da patologie oculari (l’apparato visivo deve essere sano)
  • avere un difetto visivo stabile
  • non essere immunodepressi
  • non essere affetti da patologie che interessano i tessuti connettivi
  • se in gravidanza o allattamento, si consiglia di rimandare

Cosa succede se il difetto visivo è di entità troppo forte? E se la cornea è troppo sottile o disomogenea? O se ho già un principio di cataratta?

Come detto in apertura, non tutti sono idonei all’intervento laser per miopia. Ciò non significa che per chi non è idoneo non vi sia nulla da fare, anzi. L’aspetto interessante della chirurgia refrattiva è che offre una gamma di possibilità risolutive per diverse casistiche ed esigenze. Dalle lenti fachiche ICL, ai cristallini artificiali, sino alla combinazione di tecniche laser e tecniche chirurgiche, le opzioni non mancano. Anche per chi soffre di miopia forte, è affetto da cataratta o ha una cornea che non si presta all’intervento laser.

Durante la visita oculistica si stabilisce l’idoneità al laser per miopia

La visita specialistica per la chirurgia refrattiva, come eseguita presso i centri d’eccellenza come il Centro Ambrosiano Oftalmico, è particolarmente accurata e scrupolosa. Include una serie di esami come i già citati topografia corneale e pachimetria, ma anche l’osservazione del fondo oculare, e l’esame della rifrazione, che consente di stabilire con precisione l’entità del difetto dopo aver dilatato le pupille con qualche goccia di atropina.

Completano la visita il controllo della pressione oculare e la biomicroscopia del segmento anteriore. E, naturalmente, un colloquio tra medico e paziente, fondamentale per chiarire dubbi, definire aspettative ancorate al reale, ma anche per stabilire un buon dialogo ed una buona empatia tra l’uno e l’altro.

I miei occhi sono idonei: e ora?

Dopo aver stabilito l’idoneità all’intervento, lo specialista consiglierà la tecnica migliore per le esigenze specifiche del paziente. Le tecniche maggiormente in uso sono oggi la PRK e la LASIK. Due approcci differenti per ottenere il medesimo risultato plasmando adeguatamente la cornea e riportando il punto di fuoco ove necessario per ripristinare una capacità visiva ottimale.

Ma la vera “marcia in più” ce l’ha l’intervento detto di Femto-LASIK. Nel corso di questo intervento, si utilizzano due strumenti laser particolarmente efficaci e performanti: il laser a femtosecondi e il laser ad eccimeri. Il primo permette al chirurgo di fare a meno di strumenti taglienti e di eseguire l’intervento con un elevatissimo livello di programmabilità e di controllabilità. I risultati sono davvero interessanti: oltre a correggere la miopia, l’intervento di chirurgia laser femto-LASIK offre un minimo stress per il paziente e per le strutture oculari, ed un velocissimo recupero post operatorio.


Vuoi saperne di più?

Cliccando su SI acconsento al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 636 1191.